Argomento: cosa pensi del Mental Coaching del Counseling e della Psicomotricità

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R: LOGOPEDIA - DR.ssa Stefania Dezi

LA DEGLUTIZIONE DEVIANTE E I SUOI EFFETTI


La deglutizione atipica, come ormai universalmente riconosciuto, è da considerare causa di innumerevoli patologie che interessano i più svariati organi e apparati.
La lingua è il primo gruppo muscolare a funzionare nel feto, dalla tredicesima settimana. Per questo, gli effetti negativi di un suo funzionamento alterato si ripercuotono non solo sulle arcate dentarie, ma anche sull’intero sistema muscolare, sulla postura, su alcuni meccanismi digestivi, sul funzionamento di occhi e orecchie. La lingua è un motore di crescita del cranio e di una gran parte delle catene muscolari. Muove, ad esempio, le ossa orali durante la crescita per creare spazio ai denti adulti. Nella corretta posizione in cui la lingua incontra il palato durante gli atti deglutitori, esiste una concentrazione impensabile di recettori responsabili di molte parti del corpo, i quali, stimolati dal contatto linguale, avrebbero la funzione di modulare il flusso di informazioni in arrivo al cervello. Sempre più spesso ci si trova di fronte a piccoli pazienti con deglutizione scorretta che presentano atteggiamenti scoliotici, variazioni delle curve fisiologiche della colonna o appoggio plantare alterato.
Nella deglutizione di tipo deviato si può notare che la lingua non spinge sul palato bensì contro i denti anteriori, lateralmente o interponendosi fra gli stessi, con conseguenti spostamenti e affollamenti dentari, risentimenti all’articolazione temporo-mandibolare etc. La mancanza del movimento linguale ondulatorio sul palato, fa sì che questo possa assumere una posizione ogivale (alto e stretto). In questo caso si ridurrà non solo lo spazio per i denti ma anche lo spazio del setto nasale che ha per base il palato, favorendo l’utilizzo prevalente della respirazione orale (respirazione dalla bocca). Questa può a sua volta condizionare la posizione della lingua, la quale, poiché la bocca resta aperta, tende a scendere sul pavimento orale. Anche l’irregolarità intestinale (colite, aerofagia) può essere una conseguenza di una dinamica scorretta della lingua. La sua spinta orizzontale anteriore anziché verticale crea una pressione positiva con aumento della quantità d’aria inghiottita. Una carente detersione delle tube di Eustachio con sensazione di orecchio chiuso può essere un altro disturbo alla base di questo alterato meccanismo pressorio.
La deglutizione atipica influenza anche l’azione dei muscoli mimici (labbra, guance, muscolo mentale etc.), che per compensare una spinta linguale scorretta si iperattivano o perdono di forza. Non è raro, infatti, osservare delle smorfie durante la deglutizione di liquidi o solidi. I muscoli orofacciali quindi sono coinvolti e agiscono insieme alla lingua molto più degli apparecchi ortodontici, tanto da considerarli apparecchi orodontici viventi. La lingua ha i muscoli tra i più forti del corpo. In deglutizione può esercitare una forza da 1 a 8 kg per pollice quadrato. Considerando che si ingoia ogni mezzo minuto da svegli e ogni minuto nel sonno, si effettuano circa 1800 atti deglutitori e nel corso di una giornata si sviluppano circa 2000kg di forza della lingua durante la deglutizione. Un cattivo appoggio contro i denti per 24 ore al giorno opera come un apparecchio ortodontico distruttivo nei confronti delle arcate dentali. E’ sufficiente una spinta di 1,7 grammi per muovere i denti. Si comprende, in tal modo, come la posizione dei denti sia influenzata dalla lingua. Il 78% circa delle malocclusioni sono infatti, di origine linguale. Il trattamento ortodontico può correggere temporaneamente o in parte la malocclusione, in quanto le recidive ortodontiche si verificano 6-8 volte su 10 se non si interviene anche sulla correzione dei meccanismi disfunzionali che le determinano.
Non trascurabile, infine, il ruolo l’azione scorretta della lingua nella genesi delle parodontopatie, come nei casi di formazione di tasche gengivali facilmente colonizzabili dalla placca che vi si accumula, segno di spinta anteriore della lingua.
Le Cause dell'instaurarsi di una deglutizione viziata possono essere diverse. Variano dalle difficoltà del parto, con travaglio prolungato, posizioni del feto con capo in iperestensione, attorcigliamento del cordone ombelicale, a cause anatomiche come un frenulo linguale corto e la presenza di sindromi come la trisomia 21 (sindrome di Down).
La respirazione orale soprattutto in presenza di ipertrofia adeno-tonsillare e il succhiamento del dito sono fra le cause più comuni alla base del meccanismo alterato della deglutizione: la necessità di una respirazione orale determina un posizionamento in basso della mandibola, che si allontana dal palato. In questo modo viene meno il contatto tra mascellare superiore e mandibola. La conseguenza a livello scheletrico è un aumento dello sviluppo verticale della faccia (sindrome da faccia lunga), a livello dentale si traduce in morso aperto o morso crociato poiché la nuova posizione mandibolare porta la lingua a posizionarsi in basso e spesso in fuori per garantire uno sfintere posteriore aperto a scopi respiratori. In deglutizione la spinta anteriore fra le due arcate è ancora più accentuata.
Il dito in bocca, così come i succhietti, nell’80% dei casi dislocano la lingua in basso impedendo che si sollevi sul palato e spostano i denti frontali. Tali vizi, se non corretti entro il 4°-5° anno, porteranno delle alterazioni definitive del mascellare superiore e, in minor misura di quello inferiore. All’atto di succhiare il pollice è spesso associato il morso aperto asimmetrico con frequente retrusione della mandibola e protrusione della mascella. Ma la causa ritenuta di gran lunga più importante negli ultimi 50 anni è l'alimentazione artificiale del neonato, attraverso l'uso protratto di biberon e tettarelle nella maggioranza dei casi non idonei. Nell’allattamento naturale il neonato non succhia ma più precisamente munge il seno compiendo movimenti ritmici di propulsione mandibolare e pressioni che favoriscono lo sviluppo dei muscoli masticatori, che a loro volta stimolano l’accrescimento osseo e favoriscono il giusto posizionamento della mandibola rispetto al cranio. Durante l’allattamento artificiale, invece, il latte scende facilmente dal biberon e il lattante non è più costretto a compiere movimenti di propulsione mandibolare, ma soltanto movimenti di apertura e chiusura. In particolare, la lingua è bassa, schiacciata dalla tettarella. La postura bassa della lingua stabilisce a lungo andare l’instaurarsi di abitudini viziate e di patologie con effetti sulla conformazione del palato, sull’assetto dentario (morso aperto simmetrico), sul linguaggio, sulla respirazione e persino sulla postura. La mancata pressione della lingua sul mascellare superiore porta, ad esempio, alla contrazione del mascellare superiore, che costituisce la base del naso, e quindi a difficoltà di ventilazione nasale con conseguente ipertrofia adenoidea. In caso di foro largo della tettarella la lingua tende ad anteriorizzarsi in modo da ostruire il foro per consentire di respirare o limitarne l’erogazione. Oppure, per evitare che esca troppo latte, la lingua può esercitare sul palato una pressione di 500-600 gr provocandone un innalzamento centrale e una contrazione trasversale, con restringimento della cavità nasale, possibile deviazione del setto e conseguente respirazione orale.
Recenti studi hanno comparato varie tipologie di succhietti e tettarelle identificandone alcuni che più di altri sono in grado di indurre movimenti patologici nella compagine linguale. Esistono sul mercato delle tettarelle con conformazione anatomica fisiologica del seno materno che costringono il neonato ad eseguire movimenti atti a non indurre alterazioni anatomiche e funzionali a termine crescita.
La terapia della deglutizione cominciò a diffondersi a partire dal 1960, negli Stati Uniti col nome di terapia miofunzionale, nata come supporto all’ortodonzia e oggi diffusa in tutta Europa con il nome di deglutologia. Lo sviluppo della funzione di un organo è legato alla sua forma, così come la conformazione di un organo appare legata alla funzione. La possibilità di ricondizionare schemi neuromuscolari mediante la terapia miofunzionale appare fondamentale nel riequilibrio della funzione e nello sviluppo osteomuscolare. Nel bambino, in particolare, è ancora possibile agire sulla forma e orientare lo sviluppo agendo attraverso le forze muscolari. La terapia consiste in un regime programmato di esercizi di allenamento muscolare per la correzione della postura linguale, il riequilibrio della muscolatura oro-facciale, l’azione inibitoria delle abitudini viziate, il ripristino di una corretta respirazione anche attraverso dispositivi coadiuvanti la rieducazione.


Log. Stefania Dezi

Bibliografia:
AA.VV, “Terapia miofunzionale in bambini con ostruzione delle alte vie respiratorie” in Rivista Italiana Pediatria (UP), 27/2001, pagg. 229-236.
AA.VV, “Studio comparativo clinico e tecnico strumentale su varie tipologie di succhietti” in IMA (Organo ufficiale della Associazione Internazionale di terapia Miofunzionale), Aprile 2003, pagg. 15-17.
Tina Simoniello, “Quando il dito in bocca deforma la mascella”, in “Salute” de “La Repubblica”, 15 febbraio 2007, pagg. 14-15.
Antonio Ferrante, “Salute è tenere la lingua a posto” in “Salute” de “La Repubblica”, 22 febbraio 2007, pag. 14

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